Il Diaframma fa memoria… è direttamente condizionato dall’emozioni….

Come può aiutarti lo yoga..

Dov’è il diaframma e com’è strutturato?

Si trova al centro del corpo, dove c’è la sede del fuoco (digestione cibo ed emozioni) e il terzo cakra centro del comando, forza di volontà, potere personale e plesso solare.

E’ un intreccio di nervi che da energia e vitalità a tutto il corpo.

E’ inserito tra costole e vertebre, sotto di lui gli organi addominali, sopra ci sono adagiati i polmoni, milza e linfa sono concatenati al diaframma, così come il nervo vago che determina il livello di stress emotivo, poi c’è il cuore adagiato sui polmoni e che con la punta sfiora il diaframma… tutto questo protetto e sostenuto da quattro strati di muscoli addominali.

Dai due fori che lo attraversano passano:

  • In uno il NERVO VAGO che viene dal cranio attraversa il collo e torace arrivando all’addome, collegato con sistema nervoso simpatico e parasimpatico: sistema nervoso che determina giusto equilibrio tra attivazione e rilassamento, determina la nostra resistenza allo stress.
  • Nell’altro la VENA CAVA INFERIORE che porta il sangue refluo da tutte le parti basse del corpo, il diaframma agisce sul ritorno venoso come una pompa aspirante, quindi molto utile per questo ritorno.

Pensiero-emozioni-respiro estremamente connessi, uno influenza l’altro.

Il modo di respirare dipende dalle nostre condizioni emotive ma è vero anche il contrario le condizioni emotive dipendono dal nostro modo di respirare.

Il respiro è la chiave della serenità e della salute.

LE TENSIONI EMOTIVE NON RISOLTE RIMANGONO IMPRESSE NELLA MEMORIA MUSCOLARE DEL DIAFRAMMA E DETERMINANO IL NOSTRO MODO DI RESPIRARE E COSI ANCHE L’ELESTICITA’ E RITMO DEL DIAFRAMMA.

DIAFRAMMA E RESPIRO SI ATTIVANO IN MODO NATURALE, MA IL MOVIMENTO DEL DIAFRAMMA E IL RITMO DEL RESPIRO POSSONO ESSERE MODIFICATI CON UN’AZIONE VOLONTARIA.

Il sistema simpatico e quello parasimpatico funzionano alternandosi, non contemporaneamente.

Il corpo ha la capacità di adattarsi alle forze interne (pensieri, sentimenti) o esterne (paure da pericoli esterni) fino a quando però arriva un punto di rottura

SIAMO QUELLO CHE PENSIAMO

Anche i nostri pensieri condizionano, come abbiamo detto, il nostro stato d’animo.. il corpo non distingue se sono pensieri o fatti reali e questo attiva un sistema di pericolo, il cervello sollecitato dagli inpulsi delle sensazioni suddette produce gli ormoni dello stress, in particolare adrenalina e cortisolo e continua a tenere attivato il sistema simpatico:  il sangue viene diretto verso le parti periferiche del corpo e non più verso gli organi vitali interni, questo per avere reazioni veloci e attive come scappare e/o difendersi. 

Se il sistema simpatico rimane attivo per troppo tempo gli ormoni dello stress continuano ad essere in giro per il nostro corpo attivando le sensazioni di pericolo e continuando a sballare le funzioni fisiologiche, come detto sopra, fino a quando qualcosa non si ‘rompe’ : ulcera, gastrite, intestino che non funziona, problemi uro-genitali… se non ci sono patologie diagnosticate questo dipende dallo stress.

COME CI AIUTA LO YOGA ?

Asana e Pranayama utili per rilassare il diaframma e governare il respiro e quindi gestire le emozioni.

Pranayama: determina il flusso e la qualità del Prana che circola in ognuno di noi che permette di mantenere salute e vitalità, agisce sul sistema nervoso, e sulla catena che collega sistema parasimpatico e simpatico.

Asana: cambiano la nostra postura… il nostro stato d’animo condiziona anche la nostra fisiologia : respiro, espressione, postura (spalle curve, respiro corto, assenza di sorrisi)… quindi se con le posizioni nella pratica cambiamo piano piano la forma anche la sostanza cambia e quindi i nostri stati d’animo.

Cambiando la forma mandiamo segnali al cervello attraverso il nostro sistema nervoso…  segnali positivi, felici anche se il nostro cervello si ostina ha  voler essere triste e negativo… così con un pò d’insistenza e costanza la mente si adatta al corpo.

Se sei capace e hai voglia di fare.. anche se rimane la causa… cambia il modo e il come affrontarla.

Respirazione: rieducare il respiro… come abbiamo visto il diaframma risente delle emozioni negative perdurate nel tempo, dello stress, traumi mentali, gravidanza… andando piano piano a bloccarsi per nascondere emozioni.

Concentrazione: spostiamo l’attenzione dentro di noi, nel qui ed ora, rendendoci sempre più consapevoli di questo atteggiamento portandolo così nella  nostra quotidianità con benefici fisici e mentali.

Con una pratica di yoga su misura costante nel tempo iniziamo a respirare bene, le funzioni intestinali migliorano e ritroviamo benessere psicofisico.

 

 

 

 

 

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